I Commissione consiliare Affari istituzionali: ripreso l'esame sui Comitati Permanenti di Quartiere

6' di lettura 20/11/2020 - La I Commissione Consiliare Affari Istituzionali, presieduta dal consigliere Michele Nannarone, ha ripreso nella seduta di venerdì la discussione sull’ordine del giorno presentato dal gruppo consiliare Pd per chiedere all’amministrazione di diffondere il modello dei Comitati Permanenti di Quartiere all'intero territorio comunale, in un'ottica di prevenzione e dissuasione dai reati condotti ai danni dei cittadini, creando una rete tra questi, l’Amministrazione e le Forze dell'Ordine che possa, da una parte, disincentivare il rischio di una pericolosa giustizia privata, dall'altra esser d'aiuto alle stesse Forze dell’Ordine garantendo una maggiore incisività ed efficacia nell'ottica di una vera partecipazione e cooperazione.

Tali Comitati, a costo zero per il Comune, saranno gestiti dai cittadini volontari col supporto dell'Amministrazione, la quale si preoccuperà principalmente della messa a regime del sistema favorendo il dialogo tra le tre realtà.

L’atto dei consiglieri di opposizione, già discusso una prima volta lo scorso 12 giugno, parte dai fatti di cronaca che si sono verificati sul territorio comunale, in particolare nelle aree più periferiche, che hanno fatto si che, nel corso di questi anni, Perugia salisse nella graduatoria delle città più insicure.

“Di fronte anche alle difficoltà delle Forze dell'Ordine, -ha ricordato il consigliere Nicola Paciotti illustrando nuovamente l’atto- che si ritrovano ad operare nella maniera migliore possibile in un vasto territorio come quello del Comune di Perugia pur in carenza di organico e risorse, i nostri concittadini si sono attivati per sopperire alle varie mancanze e porre un freno al fenomeno dei furti che stava ricomparendo a macchia d'olio.”

Una delle prime azioni è stata la creazione di un semplice gruppo Whatsapp volto alla segnalazione di furti o attività e persone sospette nella zona di Colombella, Farneto e zone limitrofe: in collaborazione con le Forze dell'Ordine per segnalazioni e controlli incrociati, attraverso l'attivazione istantanea dei presenti si poteva così procedere ad una prima prevenzione “sul campo" riuscendo sia a mettere in fuga i malintenzionati sia, nel momento in cui il furto era già avvenuto, ad avere una precisa segnalazione della zona, dell'accaduto e dei coinvolti, informazioni fondamentali per le Forze dell'Ordine che prontamente venivano contattate per recarsi sul luogo dell'accaduto. Tale modello è stato poi diffuso nel territorio comunale dagli ideatori, creando una rete che possa sopperire alle mancanze dell'Amministrazione e delle Forze dell'Ordine. Sono state numerose le successive segnalazioni pervenute, da Sant'Egidio a Mugnano, da Casa del Diavolo a San Martino in Colle passando per il territorio dell'Arna, per citarne alcuni.

Nell’atto si ricorda anche un incontro a Palazzo dei Priori, lo scorso 16 gennaio, con l’amministrazione comunale e la Questura sull’iniziativa, accolta con soddisfazione da tutti i partecipanti. Fondamentale, però, -si sottolinea- la diffusione di una mentalità che allontani il rischio di una qualsiasi forma di “giustizia privata" puntando sulla stretta collaborazione con le Forze dell’Ordine. Il modello suddetto sarebbe a costo zero per il Comune, il cui unico compito, oltre al doveroso e continuo contatto coi territori da parte dei rappresentanti dell'amministrazione cittadina, sarebbe quello di diffondere e supportare l'organizzazione volontaria e coscienziosa dei cittadini, promuovendo una sana mentalità di cooperazione vicendevole che riconosca meriti e responsabilità, allontanando il pericolo di ronde o giustizia fai da te, promuovendo un continuo contatto tra amministrazione e Forze dell'Ordine.

Alla seduta di venerdì hanno preso parte anche l’Assessore alla Sicurezza Luca Merli, il sig. Luca Cagiola e il sig. Francesco Maiotti.

L’assessore Merli ha preso spunto dalla discussione per fare il punto della situazione, ricordando che da natale 219 al lockdown si sono verificati episodi di criminalità diffusa in diverse zone della città, colpite da furti negli appartamenti. “Insieme al Sindaco e al consigliere Pici, -ha ricordato- e in sinergia e collaborazione con le forze dell’ordine sono stati organizzati incontri con i cittadini di queste zone, che ci hanno espresso la loro preoccupazione.” L’assessore ha anche ribadito quanto già detto nella passata seduta, esprimendo la soddisfazione per l’utilizzo delle chat in tanti quartieri della città a supporto dell’attività delle forze dell’ordine, ma ha sottolineato la non necessità di costituire comitati al riguardo. “Abbiamo sul territorio tantissime associazioni che costituiscono un importante presidio -ha spiegato- e ricordo che, sul piano della sicurezza, è stato siglato l’accordo sul controllo di vicinato, a cui i cittadini possono aderire. La sinergia tra associazioni, il controllo di vicinato e l’autogestione dei quartieri sono già strumenti validi, che rendono superfluo il comitato di quartiere. La partecipazione dei cittadini alla sicurezza deve essere una forma di collaborazione con le forze dell’ordine attraverso un progetto condiviso con esse.”

Ricordando, inoltre, che l’amministrazione è passata da 52 telecamere di videosorveglianza a più di 260 in diverse zone della città, Merli ha anche annunciato la recente partecipazione del Comune a due bandi, uno ministeriale e uno regionale, per avere le risorse da destinare all’installazione di ulteriori telecamere, anch’esse collegate con le centrali operative delle forze dell’ordine, che, una volta confermato il finanziamento, potranno essere collegate in posizioni strategiche del territorio comunale. Ha, infine, invitato i cittadini che volessero contribuire all’installazione di ulteriori telecamere nel proprio quartiere a inserirsi in questo sistema di controllo organico e condiviso.

Alla seduta della commissione sono intervenuti anche due cittadini, Luca Cagiola, in rappresentanza dell’area di Olmo, Città della Domenica, Lacugnano e Francesco Maiotti, per la zona Nord di Perugia. Entrambi hanno confermato le preoccupazione dei residenti per la ripresa dei furti nelle abitazioni e la richiesta di arginare ulteriormente il fenomeno, proprio con l’azione coordinata di cittadini, ente e forze dell’ordine.

Di sicurezza partecipata ha parlato il consigliere Massimo Pici, per il quale essa rappresenta “l’unica possibilità che abbiamo per contrastare il fenomeno.” Tuttavia anche Pici ha richiamato alla necessità di inserire l’azione dei cittadini all’interno del già esistente controllo di vicinato per garantire informazioni qualificate e interventi mirati.

L’importanza del tema sicurezza per la cittadinanza è stato ribadito anche dalla consigliera Erika Borghesi, che richiamando alla necessità di un’azione coordinata ha però invitato il Comune a non far ricadere sulle associazioni il costo della videosorveglianza.

Infine, il consigliere Paciotti, ha chiesto di rinviare l’approvazione dell’atto per un ulteriore confronto con la Questura, proprio nell’ottica della necessaria collaborazione con le forze dell’ordine. La seduta è stata quindi aggiornata alla prossima settimana.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2020 alle 12:00 sul giornale del 21 novembre 2020 - 197 letture

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