Il volume "Anni di piombo, penne di latta" presentato all' Aguaplano di Perugia

23/06/2016 - Sullo sfondo di un'epocale mutazione della cultura e della società italiana, autori come Calvino, Pasolini, Eco, Sciascia, Moravia, Fortini furono testimoni e protagonisti del definitivo crepuscolo di una repubblica delle lettere forse mai nata; "corsari", "illuministi impacciati" e "tiragraffi", intellettuali in crisi alla ricerca di nuove categorie per interpretare una realtà sfuggente che non prevede per loro un posto d'onore, ma che al contrario sembra condannarli all'irrilevanza e ai margini della storia. Il bisturi critico di Roberto Contu affonda nella viva e contraddittoria carne degli anni più complicati, nelle coscienze più lucide e travagliate dell'intellighénzia di un'Italia sospesa fra slanci d'avanguardia, utopie, reazioni, sconfitte e disillusioni. Una scrittura brillante che si inoltra in profondità nella crisi dell'impegno culturale e del rapporto fra scrittori, politica e società, individuando una cesura storica che determina ancora oggi effetti e conseguenze.

L’idea da cui nasce questo libro è che il «quindicennio lungo» 1963-1980 sia stato il tratto decisivo di una crisi sistemica del mondo intellettuale italiano, evidente in modo particolare nel panorama dei nostri scrittori. Se nell’immediato Dopoguerra si era giunti alla canonizzazione del modello di intellettuale partecipe alla costruzione di una società migliore, già dalla fine degli anni Cinquanta, e in modo decisivo durante i Sessanta, tale aspirazione entrò in crisi.

Gli anni Settanta registrarono un disorientamento generalizzato nella facoltà degli scrittori di farsi interpreti della realtà. In questo contesto, emersero impreparazione, senso di spiazzamento, impossibilità di risposte chiare, a volte imbarazzante mancanza di coraggio. Se al massimo grado di tensione la nostra intellighènzia cercò di partorire il proprio articolato «io so», di contro il mondo rispose con un ben più sonoro «non ci interessa».

Il fatto che l’ultima spiaggia di tale pretesa fu quella massimamente risonante dei giornali non fece che sottolineare il rumore della ritirata degli scrittori, i quali fino all’ultimo cercarono di trovare il bandolo della matassa.

Gli anni Ottanta avrebbero visto così la luce a partire dal superamento di statuti intellettuali che non avevano retto il colpo di una società divenuta troppo estesa e troppo di tutti per continuare ad aspettare la parola di uno solo.

Roberto Contu è Dottore di Ricerca in Italianistica e Letterature Comparate all’Università degli Studi di Perugia. Insegnante di ruolo nella Scuola Secondaria di Secondo Grado, collabora come professore a contratto con il Dipartimento di Lettere dell’Università degli Studi di Perugia, presso il quale svolge attività di ricerca.

Roberto Contu Anni di piombo, penne di latta (1963-1980. Gli scrittori dentro gli anni complicati) 512 pagine isbn 9788897738527 prezzo 25,00 Info, estratti e acquisti: www.aguaplano.eu/index.php?content=contu_anni_catalogo







Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-06-2016 alle 09:52 sul giornale del 24 giugno 2016 - 593 letture

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