Le mani della 'ndrangheta sull'Umbria: 61 arresti nel perugino

Ros Carabinieri 11/12/2014 - Le mani della 'ndrangheta sull'Umbria. I carabinieri del Ros hanno eseguito nella provincia di Perugia, ma anche in altre città italiane, 61 arresti, di cui 54 in carcere, nell'ambito dell'operazione 'Quarto passo', emessi su richiesta della procura distrettuale antimafia di Perugia, per associazione di tipo mafioso, estorsione, usura, danneggiamento, bancarotta fraudolenta, truffa, trasferimento fraudolento di valori, con l’aggravante delle finalità mafiose, associazione finalizzata al traffico di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione.

Al centro delle indagini del Ros, un sodalizio ‘ndranghetista radicato in Umbria, con diffuse infiltrazioni nel tessuto economico locale e saldi collegamenti con le cosche calabresi di origine. Documentate le modalità tipicamente mafiose di acquisizione e condizionamento di attività imprenditoriali, in particolare nel settore edile, anche mediante incendi ed intimidazioni con finalità estorsive. Contestualmente è in corso di esecuzione un provvedimento di sequestro di beni mobili e immobili per oltre 30 milioni di euro.
"Anche l'indagine di oggi conferma la capacità dell"ndrangheta di infiltrarsi in territori diversi dalla Calabria, riproponendo modelli criminali tipicamente mafiosi legati ai territori d'origine", ha detto il generale Mario Parente, comandante del Ros. Secondo Parente la 'ndrangheta, "mantenendo saldi i legami con le cosche di riferimento, infiltrando il tessuto imprenditoriale, praticando diffuse attività estorsive e usurarie" è stato in grado di infiltrarsi "in una regione come l'Umbria, che nell'immaginario collettivo è immune da questi fenomeni".
Il procuratore nazionale antimafia Franco Roberti ha parlato di "autentica holding criminale" nell'illustrare i risultati dell'operazione. Gli arrestati, provenienti dalla zona di Ciro' Marina avevano "collegamenti dimostrati con le cosche dei luoghi di origine".
L'operazione, ha precisato Roberti, "non c'entra niente con 'Mafia capitale', non si possono fare paragoni". "Qui - ha detto - non ci sono collusioni con le pubbliche amministrazioni, per fortuna, ma c'era il rischio che ci fossero in futuro se non si fosse intervenuti in tempo perché - ha aggiunto il procuratore - questo gruppo criminale puntava anche a settori dell'economia e dell'imprenditorialità molto avanzati come la green economy, del fotovoltaico che questo presuppone rapporti con le pubbliche amministrazioni".




Questo è un articolo pubblicato il 11-12-2014 alle 02:52 sul giornale del 11 dicembre 2014 - 285 letture

In questo articolo si parla di cronaca, redazione, perugia, articolo, ndrangheta

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/acLL